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Protezione

La protezione è la prima area di analisi di una pianificazione finanziaria: proteggere se stessi, il proprio patrimonio, il proprio reddito e la propria famiglia sono i primi passi per la stabilità del ciclo di vita economico che non sia messa in crisi da un qualunque imprevisto.

Occuparsi di protezione significa sapere analizzare i propri rischi, l’esposizione economica a eventi catastrofici e trarne le dovute conseguenze. Troppo spesso i cittadini considerano la protezione come un fatto residuale, legato a polizze di assicurazione o come un tema da evitare per motivi culturali. Ciò che davvero non si giustifica è l’inconsapevolezza, ossia subire i rischi perché non c’è stata la capacità e lo stimolo necessari per potere esaminare compiutamente il proprio livello di protezione, l’esito delle possibili conseguenze, le modalità e i costi per trasferirli ad altri.

Ma di quali rischi è bene occuparsi? I rischi che devono essere oggetto delle analisi sulla protezione sono i cosiddetti rischi puri o immediati, ossia quelli che sono pochi probabili e che hanno esiti rilevanti in termini di conseguenze economiche negative al loro accadere. Bisogna infatti cercare di evitare i rischi troppo frequenti e dannosi, agendo, se possibile sulle cause. Quelli poco dannosi possono invece essere gestiti in proprio per proteggerci da eventi di impatto economico assai esigui. Rivolgere la propria attenzione a ogni singola evenienza, significa dissipare denaro in mille piccole polizze!


Un elenco dei rischi dai quali proteggersi comprende:
  • Invalidità permanente da infortunio e malattia
  • Premorienza
  • Grandi spese sanitarie
  • Perdita di autosufficienza
  • Danni patrimoniali connessi a furto o incendio
  • Responsabilità civile connessa ai fatti della vita privata
La definizione delle proprie esigenze di protezione è un fatto sia qualitativo che quantitativo. Ognuno è esposto a particolari rischi che devono essere individuati, valutando l’esposizione probabilistica e il danno economico che si verrebbe a creare se il rischio si manifestasse.
I passi per definire i rischi in termini quantitativi prevedono un confronto con le probabilità e la situazione familiare.

Ogni rischio ha il suo obiettivo temporale ed economico di stabilità, per cui è necessario:

1. Definire i soggetti dei quali valutare la sicurezza economica.
Verificare la situazione del coniuge-convivente, dei figli e di eventuali altre persone a carico.

2. Identificare le necessità temporali di protezione che consistono nel tempo della necessità.
La misura del tempo si ottiene decidendo per quanto tempo bisogna proteggere la propria stabilità economica e quella dei propri cari. A tal fine è bene definire il subentrante: nelle famiglie di solito il subentrante è il coniuge o il convivente. Si può tuttavia pensare a una maggiore protezione della famiglia, definendo il tempo necessario al decollo economico dei propri figli.
Il tema del tempo è connesso anche ai rischi connessi al patrimonio (furto, incendio, responsabilità civile, spese legali) e non essendoci nessun subentrante, il tempo della protezione è connesso all’ esistenza in vita del rischio.

3. Identificare e quantificare i consumi necessari al verificarsi dell’evento.
Dimensionare l’effettivo rischio cui si è esposti richiede di esaminare e sottrarre dagli obiettivi, le voci reddituali e patrimoniali che potrebbero sostenerci in caso di bisogno e delle quali disponiamo: pensioni pubbliche, assicurazioni private già sottoscritte, redditi provenienti da immobili, investimenti e tutto ciò che può servire a ristabilire l’equilibrio economico richiesto.
Bisogna tuttavia prestare attenzione alla copertura dei mutui in corso e degli eventuali altri debiti contratti e non ancora giunti al termine del piano di rimborso. Proteggersi significa tutelare i propri cari dall’immediata necessità di trovare denaro per proseguire il pagamento delle rate connesse a un debito o a un mutuo.
In questa fase è necessario prestare molta attenzione poiché la quantità di consumi è strettamente connessa al rischio e dunque ad esempio non si possono fissare obiettivi uguali per la premorienza e l’invalidità. Infatti il livello dei consumi necessario alla famiglia in caso di premorienza del capofamiglia è un caso diverso da quello connesso a una invalidità permanente e questo per due motivi:
• La condizione di invalidità non annulla i consumi ma la massimo li riduce
• Sia in caso di premorienza che di invalidità sono previste coperture pensionistiche pubbliche e le coperture pensionistiche connesse all’invalidità sono di misura molto diversa da quelle previste per la premorienza.
Per i rischi connessi alle spese sanitarie, alla mancata autosufficienza e alla responsabilità civile, l’obiettivo di protezione va misurato con le statistiche sulle conseguenze.

Per la protezione della propria abitazione da incendio e furto ciò di cui necessita è ristabilire la condizione preesistente il che richiede per l’incendio della casa di tenere sotto controllo il valore di ricostruzione della propria abitazione.

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