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Investimento

In genere l’investimento viene inteso come il processo mediante il quale è possibile incrementare le risorse finanziarie e patrimoniali: in altre parole, l’investimento consiste nel rinunciare a consumare le risorse nel presente per fini precauzionali e per aumentare la propria capacità di consumo nel futuro. Tali finalità si acquisiscono generalmente prestando le risorse ad aziende o stati per ricevere un compenso (titoli del debito e obbligazioni) e/o partecipando ad attività economiche produttive (strumenti di capitale di rischio o azioni).

L’investimento non può prescindere dall’individuazione e dalla quantificazione dei consumi attuali e futuri da effettuare sull’intero arco della vita, ossia gli obiettivi di investimento, che devono essere articolati secondo le seguenti priorità:

1. LIQUIDITÀ: scorta monetaria per effettuare pagamenti periodici in un arco di tempo breve (per esempio 12 mesi).
2. RISERVA: un fondo di emergenza per consentire la gestione di eventuali imprevisti di apprezzabile entità, un sufficiente tempo di autonomia finanziaria a fronte di eventi improvvisi e dannosi quali perdita o impossibilità di produrre reddito.

L’idea che sta alla base della liquidità della famiglia, è quella del capitale “a portata di mano”, di facile esigibilità. La sua liquidazione non deve comportare perdite e quindi va investito in strumenti dai rendimenti stabili e sicuri.
Nel pianificare questa riserva di sicurezza bisogna tener conto di tre fattori:
  • Il rischio. Aumenta al diminuire delle coperture assicurative di cui si dispone. Poter contare su prestazioni sanitarie e coperture assicurative adeguate, diminuisce l’esigenza di liquidità
  • La regolarità dei redditi familiari: nelle famiglie in cui il principale percettore di reddito è un lavoratore autonomo, le esigenze di liquidità sono maggiori
  • Impegni particolari: se state rimborsando un mutuo, se avete familiari a carico le esigenze di liquidità saranno superiori.

N.B. Indipendentemente dall’analisi compiuta, la quota di liquidità deve essere minimizzata nel portafoglio familiare, perché è quella che rende meno.

3. RAGGIUNGIMENTO DI OBIETTIVI DI VITA: formazione propria e inizio attività lavorativa, acquisto auto e beni durevoli, costituzione del nucleo familiare, acquisto prima casa, rimborso debiti in essere, inizio attività autonoma, formazione dei figli, incremento della qualità della vita e del tempo libero, acquisto di oggetti di valore, acquisto seconda casa, sostegno economico ai figli, sostegno anziani e familiari a carico, anticipo del pensionamento, mantenimento standard di vita durante il pensionamento, lasciti e donazioni patrimoniali.

Per l’obiettivo 3 diventano rilevanti la propensione al rischio (intesa come massima perdita tollerabile in un dato anno) e l’orizzonte temporale dell’investimento. Più alta è la prima e più lungo è il secondo, più aggressivi possono essere gli strumenti di investimento prescelti.
N.B. Anche in mancanza di uno scopo ben preciso, si può affermare che ciascuno di noi ha un obiettivo minimo di crescita del capitale: ottenere dai propri risparmi un rendimento superiore all’inflazione.

4. SPECULAZIONE: realizzare guadagni definiti in tempi brevi, laddove vi è la disponibilità a subire una perdita anche totale delle risorse destinate e/o subire una perdita maggiore rispetto al capitale destinato.

La strategia di investimento, ossia le modalità con la quali le risorse disponibili e quelle future sono organizzate al fine del raggiungimento degli obiettivi della pianificazione, deve essere complessiva, ossia deve tener conto dell’ordine delle priorità, comprendere tutte le esigenze e gli obiettivi del risparmiatore, consolidare nel tempo le performance positive acquisite con le allocazioni iniziali con un grado di rischio più elevato e ridurre il rischio di una perdita elevata nel caso di shock di mercato, nell’imminenza dell’utilizzo del capitale.


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